Il pilota


Il pilota

Tutti quando siamo giovani abbiamo un sogno nel cassetto, un qualcosa che si idealizza come punto di arrivo, che ti crea la convinzione che in qualsiasi modo bisogna arrivarci e dedicarsi con tutto se stesso.

Io avevo 16 anni quando l'ho scoperto ed è stato grazie alla moto.

Partito quasi come uno scherzo, per farmi vedere "importante" con la morosetta dell'epoca, ho cominciato a girare per boschi assieme ad un gruppo di appassionati del mio paese nativo, Arzignano in provincia di Vicenza.

Un giorno...uno soltanto è bastato per far partire l'amore! 

Da quella prima uscita la mia vita è cambiata totalmente. Basta feste sino a tardi, basta divertimenti tipici dell'età adolescenziale...solo moto! Ore ed ore passate in garage a curare le mie piccole: all'inizio una vecchia e non proprio specialistica Aprilia Tuareg Rally, poi piano piano, soprattutto grazie all'aiuto dei miei genitori che mi hanno sempre affiancato, moto sempre più specialistiche e gare sempre più importanti sino ad arrivare a 21 anni nel 1997 a vincere il mio primo titolo nazionale di enduro, l'Italiano Cadetti. Ma il sogno, il punto di arrivo era solo uno: poter mettere la tabella rossa sulla mia moto e poter diventare un pilota Senior, il massimo come categoria a livello nazionale in quel periodo. Mi ricordo quando allora andavo alle gare e vedevo le tabelle rosse passare...rimanevo estasiato...quanta bravura e quanto gas! I vari Matteo Rubin, Silvio Santagiuliana, Fabrizio Hriaz e poi più tardi crescendo di livello i nostri top rider che vincevano i mondiali: Mario Rinaldi, Giò Sala, Giorgio Grasso. Questo era il mio arrivo, la tabella rossa...dovevo arrivarci!

Da li molti sacrifici fisici ed economici, tante...tantissime botte ma cinque anni di partecipazione al Campionato Mondiale di Enduro con l'aggiunta nel 2001 di un altro titolo nazionale, quello Junior.

Allora vincere uno Junior voleva dire passare Senior...ce l'avevo fatta...potevo vantare la mia tabella rossa, il mio sogno da ragazzino!.

Ma appena dopo due mesi un bruttissimo incidente mentre mi allenavo con un altro grande dell'enduro internazionale Fausto Scovolo, mi ha fermato di colpo, costringendomi a mesi e mesi bloccato negli ospedali e nel letto di casa dei miei genitori, cancellando di netto tutti i miei sogni futuri.

Dopo due anni e molta fatica riuscì a rimontare in moto ma la mia condizione atletica non era più quella di prima ed il mio fisico soffriva troppo. Allora un mio caro amico, il forte rallista Massimo Chiesa il quale gestiva le camere iperbariche dove mi recavo tutti i giorni a fare terapia di recupero, mi invitò a fare una gara di rally a Sarnano, nelle Marche.

Da lì parti un nuovo amore, mi innamorai subito di questa disciplina che essendo più dedita alla guida "con la testa" per navigare, lasciava maggior respiro al mio corpo per recuperare lentamente una discreta condizione.

Da allora non mi sono più fermato, ho sempre continuato a fare il motorally vincendo altri 7 titoli nazionali, l'ultimo proprio quest'anno a bordo della nuova Honda XR 450.

Il tempo per dedicarmi a questo bellissimo sport è molto meno, gli impegni lavorativi sono molto pesanti e stressanti, ma quando monto finalmente sulla mia moto, tutto si resetta e ritorno ancora per un altra volta quel presuntuoso testardo ragazzino che voleva avere la tabella rossa ad ogni costo!

Solo che ora il pensiero è diverso...la mia prossima tabella rossa sarà arrivare al lago Rosa a Dakar!