HUSABERG OLD PASSION


HUSABERG OLD PASSION
2018

Correre con una moto di 18 anni e farla vincere! Una sfida difficile...ma non impossibile

HUSABERG OLD PASSION , IL RITORNO DEL VIKINGO di Niccolò Pietribiasi


“2000, l’anno del nuovo millenio, l’inizio di un nuovo futuro con moltissime speranze! Me lo ricordo molto bene quell’anno, correvo da privato grazie all’appoggio di alcuni sponsor nel Campionato Mondiale di Enduro e primeggiavo nella classe 600 a livello nazionale. Allora la moto era tutto davvero, massima dedizione, ore di allenamenti estenuanti ed un unico punto fisso: la tabella rossa! E con lei volevo a tutti i costi portarla a casa, con la mia fantastica  Husaberg FE 501 mod. 2000. Mi ricordo ancora quando alla Six Days in Portogallo me l’avevano consegnata personalmente l’allora titolare Thomas Gustavsson ed il motorista Roland Ohr. Era eccezionale, tecnicamente ed esteticamente avanti anni luce rispetto le moto di allora, era unica! Ed anche estremamente delicata ahimè…

Come prodotto era molto essenziale e puntava al top delle prestazioni tralasciando magari un po’ di affidabilità rispetto alle concorrenti del periodo. Alla fine persi il mondiale a squadre quell’anno per un problema tecnico e l’anno successivo persi anche il titolo italiano junior sempre per un problema tecnico sebbene avessi dimostrato sul campo di essere il più forte.

Non era destino si vede, forse io troppo impulsivo e poco rispettoso del mezzo, fatto sta che dentro era rimasto un amaro strano, mai digerito.

Negli anni successivi comunque qualche altra soddisfazione titolata me la sono tolta, come anche tanti brutti incidenti. L’ultimo l’anno scorso ad una spalla proprio mentre ero in testa al campionato italiano motorally della 600 con Sherco. Pensavo fosse finita, oramai sono 25 anni che corro e probabilmente doveva essere il momento di appendere il casco al chiodo. Ma non andare più in moto no, quello non potevo permetterlo! E’ da sempre la mia vita e sopra una moto mi sento davvero me stesso.

Il periodo economico però non più favorevole e le diverse nuove responsabilità, come una bellissima moglie ed una nuova famiglia, mi hanno fatto pensare molto e tornare indietro con la memoria a ricordare cosa mi ero perso, cosa non avevo completato.

Ed è ritornata forte e prepotente nella mia mente la mia vecchia husaberg! Era il mio destriero, con lei mi sentivo il cavaliere più forte del mondo…quanto mi mancava

Ed allora inizia la ricerca e la trovo! In piemonte, non è 501 ma 400 ma forse quasi meglio, la spalla non funziona, magari si stressa meno con qualche cavallo più leggero e docile.

Si parte, due giorni dopo è in garage. Mi ricordo ancora che nel viaggio di ritorno a casa ero da solo in furgone e dall’oblò la vedevo mentre guidavo…è scesa più di una lacrima! Ero felice come se avessi vinto al superenalotto! Scaricata in garage sono stato ore a guardarla, stanca, un po sporca, con le plastiche un po’ finite ma con sempre quelle fantastiche forme che adoravo.

L’estate l’anno scorsa è stata calda! …calda perché passata in garage a 40 gradi a smontarla pezzo per pezzo e rimontarla per poterla usare appena la spalla lo avesse permesso.

Intanto assieme ad un gruppetto di amici appassionati si discute l’idea di creare un gruppo di fedeli del marchio Husaberg su facebook. In una serata passata sul pc nasce “Husaberg Old Passion”, vecchia passione…mai dimenticata.

All’inizio siamo una decina ma ben presto ci allarghiamo ed arriviamo ad una cinquatina, poi di più, sempre di più…

Ed una sera, durante una discussione in chat con un caro amico, nasce questa idea che allora ci sembrava pazza e quasi più un sogno che altro: FACCIAMOLA CORRERE ANCORA, facciamo tornare sui campi di gara, una vecchia Husaberg di 18 anni fa e dimostriamo quanto questo progetto fosse veramente valido già allora!

Il giorno dopo i pensieri tanti…come fare… vale la pena…ce la posso fare economicamente? La moto è già in garage, malconcia si… ma c’è! In più rientra nella categoria Marathon, categoria del Campionato Italiano Motorally che comprende moto nuove o comunque recenti incluse dentro una particolare lista comunicata dall’organizzatore (moto offroad non estremizzate)   o moto immatricolate prima del dicembre 2000 che possono essere aggiornate ai giorni nostri a parte telaio e cilindrata. E lei è immatricolata febbraio 2000, ci rientrerebbe!

Lancio l’idea sul profilo facebook, io da solo non ce la posso fare, alla fine sono un operaio ed una stagione agonistica di Motorally non è sicuramente economica!

Ed è proprio qui che scopro quanta sia forte non solo in me la passione per questa moto! Nel giro di pochi giorni molte persone vengono in mio aiuto per supportarmi in questo progetto.

Un mio caro amico e compagno di scampagnate domenicali Luca Bello mi aiuta in più modi  ed anche prestandomi una sua husaberg  messa molto bene, quella che sarà la donatrice di molti parti che alla fine comporanno la moto da gara

Marco Pini, un ragazzo di Milano che non ho mai visto e conosciuto prima, mi offre di montare la sua torre portastrumenti per dare un look da regina dei rally alla mia piccola. Ora io e Marco siamo grandi amici!

Enrico Sciumbata, l’uomo Trace2Race, specializzato nella produzione di comandi ed accessori per la navigazione e possessore di una Husaberg 300 mi da la sua completa disponibilità per tutto, anche per completare assieme le bellissime grafiche dedicate al  gruppo da applicare sulle nostre belle!

Alessandro Marini, alias Riga Gomme e Zeltex , che mi aiuta con i suoi pneumatici sin da quando ero cadetto, ha subito dato la sua completa disponibilità, persona fantastica e grande amico da sempre.

L’officina Monocilindro di Gianluca Mestriner di Treviso si è resa disponibile a curare la preparazione della moto prima della gara e questa volta la mia piccola non mi ha mai tradito, mai!

Il motoclub FAST TEAM di Riccardo Valsecchi mi ha da subito accolto entusiasta della mia avventura e ha creduto in me mettendomi subito in squadra per vincere come motoclub.

E poi la ciliegina sulla torta…quando sai che ce l’hai quasi fatta ma manca qualcosa per terminare il tutto, per poter dire con tranquillità “posso mettermi in corsa per vincere il titolo”, arriva una telefonata da una persona che da sempre conosci, che da sempre è un amico, mediaticamente soprattutto quando stetti  male molti anni addietro per un brutto incidente e dove il computer era il mio unico modo di collegarmi al mondo esterno. Enzo Danesi, l’uomo “soloenduro” mi dice “mi piace quello che stai facendo, se vuoi ti posso dare una mano”. Enzo a suo tempo aveva vissuto la mia disperazione quando all’ultima gara del 2000 al primo fettucciato la mia moto si ruppe. Lui era li, a due metri da me, ma non poteva darmi una mano perché i commissari mi pedinavano ed ha potuto vedere sfumare il mio sogno di tabella rossa con quella moto mentre succedeva. Leggere quello che volevo fare, leggere che volevo chiudere quel cerchio rimasto aperto da 18 anni lo ha entusiasmato e mi ha chiamato.

Ed allora scopri quanto le persone e quanto questo sport siano speciali! La mia avventura, la nostra avventura di Husaberg Old PAssion  seguita e sostenuta mediaticamente dal sito www.soloenduro.it, uno dei siti motociclistici più importanti a carattere nazionale!

Da quel momento ho veramente cominciato a credere che quello che avevo sognato qualche mese prima stesse prendendo forma ed ho cominciato a concentrarmi su  quell’obbiettivo.

Per me non era una nuova avventura come lo è stato praticamente per tutti quelli che ne hanno preso parte. Per me è stato riaprire un libro alla pagina dove lo avevo lasciato e ricominciare a scrivere il mio amore per questa moto.

Vederla rinascere, con un motore completamente nuovo, con delle nuove grafiche, con tutto quello che sognavo di avere era sicuramente fantastico e dava una grande carica per affrontare la stagione

 Grazie al sito arrivano il vestiario EGO, gli stivali FORMA ed il casco JUST1 e tutto si completa , tutto è pronto.

Intanto il profilo facebook continua a crescere e scopro nuovi amici appassionati un po’ da tutto il mondo. Con alcuni ci si trova e nasce una bella amicizia. Thomas Beyer e Matthias Muller dalla Germania, quest’ultimo che mi ha anche seguito fino all’Abruzzo ed alla Sicilia per assistermi. Grazie Matthias!

Ora il profilo ha circa 400 appassionati, un bel gruppetto che fa onore alle vecchie Husaberg!

Completata la preparazione di tutto si inizia la stagione. Decidiamo di correre solo il campionato di Motorally e tralasciare il RaidTT per risparmiare il più possibile la moto.

La prima gara è a Cascia in Umbria. La piccola struttura dell’Husaberg Old Passion si fa comunque notare nonostante i molti team ufficiali con bilici e megavan! La regina è lei, nonostante i suoi 18 anni si fa ancora vedere bella e disinvolta! In molti piloti appassionati fa rivivere i piacevoli ricordi degli anni passati e scopro ancora una volta quanto questa moto sia ancora amata da molti nonostante il marchio non sia più produttivo da 4 anni.

La gara è agrodolce. La vittoria era arrivata, con un bel margine, ma un mio errore nella navigazione come di altri circa 80 piloti mi attribuiscono una squalifica e quindi uno zero alla prima gara.

Va bene, la stagione è lunga, ci sono altre 7 giornate. Non è il migliore dei modi per iniziare ma abbiamo visto che il progetto funziona e la moto è competitiva.

Con la seconda gara scendiamo in Abruzzo dove corriamo una due giorni abbinata alla prima prova di RaidTT. Siamo ad Aielli in mezzo a fantastiche montagne e paesaggi unici. Speciali veloci e lunghe, la piccola è a suo agio e coglie due primi posti. Non si torna in vetta ma il capoclassifica è più vicino, energia positiva per le prossime gare.

Arriva giugno e due sono le gare da fare. Un ‘altra due giorni, questa volta valevole solo per il motorally a Prignano sul Rubicone nell’appennino modenese e la gara di Pecorara nel Piacentino.

Due locazioni ben conosciute per gli appassionati di enduro che corrono più volte su questi terreni per gare a carattere nazionale o regionale. Due gare enduristiche quindi e molto difficili sia dal punto di vista della navigazione ma soprattutto della guida. La piccola Husaberg si difende bene, io cerco di metterne del mio il più possibile ma cercando sempre di condurla con il massimo rispetto per non dover incorrere in inutili rotture che potrebbero far sfumare il sogno, dato lo zero iniziale. Si vincono tutte e tre le giornate e si balza in testa al campionato, prepotentemente! Più 34 punti sul secondo di classe prima della due giorni in Sicilia che però si corre…a metà ottobre!

Un po’ distante la data ma cosi si ha tempo di preparare tutto ed allenarsi maggiormente.

Intanto si presenta anche una bellissima opportunità di correre anche il rally transanatolia grazie a Soloenduro.it ad inizio agosto ma un brutto incidente stradale con la mia fida BMW GS fa si che questa opportunità svanisca a 10 giorni dal concretizzarsi…

Anche gli allenamenti che avevo previsto per agosto alla fine non si concretizzano per colpa degli esiti delle varie botte e tagli ed alla fine arrivo alla gara del Sicilia con appena due giorni di allenamento in moto, per il resto poco riesco a fare a causa degli impegni lavorativi.

La cosa buona però di questo momento di fermo obbligato prima della gara è che la moto viene sottoposta ad un controllo completo per prevedere qualsiasi possibile rottura. Entra a far parte del gruppo anche un giovane meccanico di Udine appassionato di Husaberg Marco “Ramirez” Mion che prepara la bella per la Sicilia con un notevole upgrade di potenza sempre restando nei limiti del regolamento imposto dalla classe Marathon.

Quindi si parte per la Sicilia, io, Matthias Muller ed il mio fido vecchio Fiat Scudo rigorosamente del…2000, carichi a bomba con tre moto e tutto quello che può servire in una gara di campionato italiano.

Il viaggio è lungo ma la compagnia è buona ed arrivo alla giornata di gara rilassato e pronto a cogliere l’occasione di portare a casa il titolo con una giornata di anticipo. Il vantaggio è buono, basta un piazzamento nei primi tre, tutti mi dicono vai piano e risparmia la piccola.

Ma lei va cosi bene, il nuovo motore, il nuovo setting delle sospensioni, tutto è perfetto. Vola, vola come 18 anni fa e torno a sentirmi il cavaliere sul suo fedele destriero.

Parto indietro essendo la gara “attaccata” a quella del RaidTT e dell’europeo, quindi ho un po’ di traffico davanti.

Forse il trovare questi piloti partecipanti all’europeo ma più lenti di me mi da una carica ulteriore per spingere di più ed alzare il mio ritmo di gara. Poi ad un certo punto comincio ad intravedere in lontananza  il mio diretto rivale nella classe marathon. Mi basterebbe piazzarmi dietro e seguirlo ma la moto va benissimo e la voglia di guidare dopo il lungo periodo di fermo dall’incidente è troppa e lo sorpasso e continuo con il mio ritmo. A 10 dei 62  chilometri però un pò, la mancanza di allenamento si fa sentire e comincio a rischiare un po’ troppo. Esco dalla speciale, stanco ma con la sensazione di aver guidato bene, non al limite ma sfruttando al meglio il mio mezzo. Arrivo al CO, Matthias mi aspetta e mi assiste facendo benzina ed aiutandomi a controllare tutta la moto. Si riparte in direzione della seconda PS. Non so la mia posizione ma il fatto di aver superato il mio rivale mi tranquillizza e faccio la seconda PS di 22km ad un passo veloce ma senza strafare. Uscito dalla speciale comincio a pregustare la conquista del titolo ma mancano ancora circa cento chilometri di trasferimento. Beh, penso di non aver mai fatto un trasferimento cosi tranquillamente, sempre cercando di carpire un minimo rumore sospetto! Alla fine arrivo a Mondello dove sotto il traguardo mi aspettano i miei amici per festeggiare la conquista del titolo della Marathon, il mio ottavo titolo nazionale in carriera ma forse quello che ha un sapore particolare perché…erano 18 anni che aspettavo! Scopro che chiudo la giornata con un  11 posto di assoluta di giornata e con un 6 posto di assoluta nella prima PS! Che soddisfazione!! Sesto con la mia vecchietta è come aver fatto la più bella delle assolute! Sento di aver passato quei 60 chilometri come fosse una cavalcata solitaria tra noi due, tutto intorno era ovattato, tutto veniva cosi facile, quanto mi piaci piccola!

Alla domenica si riparte con il titolo in tasca e l’ambizione di fare una gran giornata di gara per chiudere in bellezza l’anno agonistico. Dopo solo 5 chilometri un problema al cambio però mi ferma e mi costringe al ritiro di giornata. Sembra quasi che lei mi abbia voluto dire che l’obbiettivo che ci eravamo prefissati era raggiunto, era ora di riposare!

Alla fine torno a casa contento e felice. Stanco perché preparare tutto quando si è un piccolo team indipendente da soli è molto stressante, nulla va lasciato al caso.

E’ stata una stagione fantastica, la realizzazione di un sogno che era da anni che avevo.

Non bisogna mai smettere di sognare, a qualsiasi età perché questo sport ti permette di raggiungere traguardi che difficilmente potresti immaginarti, che essi siano dilettantistici od agonistici.

La moto è vita ed a me piace vivere. Poi se si può anche vincere…ben venga!

Un ringraziamento particolare a tutte le persone appassionate di questa moto che mi hanno sostenuto con una parola, con un incoraggiamento, con un like. Questo titolo è per tutti loro oltre che mio.

Alla fine una dedica personale. Voglio dedicarlo ad una persona speciale che da qualche anno non c’è più. Roland Ohrn, il papà delle husaberg, colui che ha creato e sviluppato le nostre fantastiche moto. Ho avuto la fortuna di conoscerlo ed incontrarlo più volte ed era una persona fantastica con un grande cuore. Portare ancora a vincere una delle sue moto ora che non vengono più prodotte per me ha un significato enorme. Grazie Roland!

Special thanks to:

MC FAST TEAM

WWW.SOLOENDURO.IT

RIGA GOMME

BEMA SERVICE

OFFICINA MONOCILINDRO

TRACE2RACE

EGO

FORMA BOOTS