BETA 300 RR 2T versus BETA 430 RR 4T


10 Apr
10Apr

BETA RR RACING MY 2019 

300 2t & 430 4t

ph Enzo Danesi

In collaborazione con Soloenduro.it

1+1=...1!! ...si lo so, è un errore, in matematica sarei stato bocciato già in prima elementare se avessi risposto così…

Ma certe volte capita che anche le più scontate certezze possano essere messe in discussione e che, nel nostro caso, un 2 tempi sia completamente diverso da un 4, sebbene siano molto fratelli.

E’ il caso del nostro test delle nuove BETA RR RACING model year 2019, 300 2 tempi e 430 4 tempi.

Già il nome RACING, fa capire di cosa stiamo parlando: due moto simili per molte componentistiche, ma diametralmente diverse per sensazioni e tipologia di guida. Entrambe, comunque, si rifanno molto al mezzo con cui Steve Holcombe ha conquistato il titolo di Campione del Mondo Enduro GP e, grazie al quale, BETA ha conquistato, a sua volta, anche il titolo di Campione del Mondo Costruttori. Quindi parliamo di due prodotti ricchi di parti speciali che vanno a differenziarsi da quelli della gamma “normale” RR, dai quali derivano, e che sono già ottimi anche con la componentistica di base.
A questo punto non resta che svelare il motivo del mio incipit “1+1=1”

Perché dalle sensazioni che mi hanno lasciato, nessuna delle due prevale sull’altra, seppure siano molto diverse ed, alla fine del test, onestamente non avrei potuto sceglierne una a scapito dell’altra. Sono due tipologie di guida differenti, ma con una comune semplicità di utilizzo, data soprattutto dall’erogazione di entrambi i motori.

La 300 RR RACING, essendo comunque un 2t, è ovviamente più leggera della sorella 4t, per cui sulle pietre del percorso di prova si è dimostrata un po’ più rigida, anche probabilmente a causa del fatto che fosse stata praticamente nuova e quindi anche le sospensioni non fossero state sufficientemente rodate per acquistare la dovuta scorrevolezza. In questo caso, il motore ha aiutato parecchio a sopperire a questo piccolo handicap iniziale, grazie ad una bella spinta già ai bassi, priva di vuoti o botte di potenza improvvise com’ era consuetudine nei 2 tempi delle passate generazioni motociclistiche. Passata una mezz’oretta, che ha permesso alle sospensioni di sciogliersi com’era necessario, ho cominciato ad alzare un pò il livello ed ho potuto constatare che il motore è veramente il punto forte di questa 300. Se ai bassi è copioso, in men che non si dica, salendo di giri, si trasforma in una “belva urlante” che acquista velocità in fretta, ma pur sempre con una progressione del motore molto regolare e con un’entrata in coppia che non prende mai di sorpresa il pilota.  In discesa poi dimostra quanto una buona coppia di freni Nissin uniti ad un telaio maneggevole e leggero possano essere l’accoppiata perfetta: si acquistano grandi velocità in piena sicurezza e non appena ci si renda conto che si stia esagerando, basta dare una “pinzatina” all’anteriore per rientrare nei margini. Se poi si vuole giocare ad inventare passaggi estremi o varianti al normale percorso, basta mettere la mappa da bagnato e diventa una moto da arrampicata, capace di districarsi su passaggi veramente difficili, grazie soprattutto all’estrema dolcezza accoppiata ad una buona trazione.

Per la 430 RR RACING il discorso cambia. E’ più pesante e di primo acchito sembra più impegnativa da condurre, ma il motore quattro tempi è meno nervoso, dotato di un enorme coppia già praticamente al minimo, che viene fornita con una linearità incredibile e si trasforma nei cavalli di potenza senza quasi accorgersene, complice anche l’ottimo lavoro di insonorizzazione svolto dal silenziatore., tanto che quando si acquista velocità in mulattiera in mezzo ai sassi, allora l’unico pensiero che si presenta è…come frenare alla prossima curva! Sicuramente il due tempi schizza fuori più velocemente, ma appena questa 430 trova lo spazio per distendere la sua potenza, allora il gap viene prontamente recuperato. In discesa il peso maggiore si compensa con la presenza tipica del freno motore dei 4 tempi ed essendo il reparto freni uguale a quello della 2 tempi, alla fine della mula si arriva praticamente nello stesso tempo e senza particolari difficolta “fisiche”.

Entrando nello specifico delle due Racing,  il lavoro si è concentrato maggiormente sul reparto sospensioni. All’anteriore troviamo una nuova forcella  ZF a cartuccia chiusa da ø 48 mm, con fodero con diverso trattamento di anodizzazione che favorisce la scorrevolezza e la resistenza all’usura nel tempo. Nuove anche le piastre di sterzo ora anodizzate in nero.

Al posteriore un ammortizzatore ZF da ø 46 mm, con nuova taratura più raffinata rispetto a quella della “base”, figlia del lavoro svolto a livello di setting dal reparto corse della squadra ufficiale.

Molto bello dal punto di vista funzionale, ma anche estetico, è il perno anteriore ad estrazione rapida che ne favorisce la rimozione durante i cambi ruota tipici delle gare titolate. Forse sarebbe stato bello averlo presente anche sulla ruota posteriore per completare il racing d’insieme.

Un’altra differenza dalle versioni base, sono la presenza delle pedane in ergal nero, più grandi e robuste delle standard e dotate di piccoli pioli in acciaio che aumentano il grip dello stivale, soprattutto nelle condizioni più estreme e fangose.

A terminare la serie special parts di queste RR RACING, troviamo anche la corona con anima in alluminio anodizzato con denti in acciaio, a garanzia di una maggiore durata ed i vari tappi del motore in ergal anodizzato rosso.

Due chicche da segnalare: la prima riguarda la 2 tempi, che in questa versione è priva del miscelatore. La miscela va preparata “a mano” dal pilota, come sulle moto che corrono il mondiale, scelta fatta anche per risparmiare un pò nel peso. La seconda, valida per entrambe, è il foglietto dei tempi al controllo orario da compilare, presente all’interno del taschino porta tabella sulla sella; una piccola cosa che però fa ben capire quanto I tecnici BETA si siano ispirati alla filosofia dei campi di gara.

Alla fine di questo bel test, svolto in una mulattiera medio veloce, terreno che spesso si trova nelle gare o nei giri domenicali con gli amici, dopo aver consumato un pieno di benzina a moto, posso finalemente dare un verdetto: …non saprei quale scegliere! Sono due moto complete , appaganti e facili da condurre. Hanno caratteristiche diverse, ma un carattere comune che alla fine le fa assomigliare parecchio. La scelta la può fare solo il cliente, al momento di decidere se prendere la leggera e sprizzante due tempi o la sorniona e copiosa 4 tempi, in base solamente ai propri gusti personali, ma in ogni caso consapevole che avrà sempre un ottimo prodotto che potrà garantirgli ore ed ore di divertimento e molteplici soddisfazioni, ricordando anche che sarà sempre in sella ad un prodotto d’orgoglio italiano del made in Italy.

Niccolò Pietribiasi 

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